2010, VALRAS – PLAGE (Francia), Rigenerazione del centro storico

per Comune di Valras – Plage, CONCORSO

Valras una cittadina di vacanze sul mare degli anni sessanta ridisegna la sua agorà e la zona del porto. Su un leit motif bianco e azzurro a onde dedicato a Burle Marx si impianta il municipio (pensilina bandiera, panca ippocampo), una passeggiata ombreggiata da ombracoli, una darsena con parcheggio interrato e ponte levatoio, un planetario chiosco della musica. Fra i nostri maggiori rimpianti non aver realizzato l’opera. Lo spazio pubblico è spesso definito rispetto al contesto in un rapporto di opposizione tra valori tradizionali e innovativi. Io cerco di interpretare in senso poetico anche altri dati di ciò che trovo e ciò che trasformo, che mi sembrano altrettanto importanti di quelli filologici, come la sensibilità rispetto ai cinque sensi, la forza di matrici e di permanenze, le frequenze di scansioni dello spazio, cesure, distensioni, luci ed ombre, miti, narrazioni e storie, distonie e conflitti. Valras, città francese in sé originale perché situata sull’estuario di un fiume per rispondere a una incredibile concentrazione di attività attorno alla zona del porto, abbiamo disegnato una cittadella su due livelli dove convivono loisir, passeggio, mercato, teatro, parcheggi, servizi, che dà – questa è l’invenzione più importante – a chi la percorre una percezione del tutto nuova della città, del mare e dell’ambiente naturale attorno. Questa scommessa di una agorà dove vi era solo terrein vague apre un nuovo immaginario e promette una radicale evoluzione dei comportamenti. Una passerella mobile sullo sbocco della darsena, una maestosa promenade caratterizzata da ombracoli, la fiera collocata su barconi ancorati, due grandi dune costruite sui due lati dell’estuario, un curioso edificio a forma di uovo fuoco dell’informazione di tutta la città sono tutti corollari in opzione a questa idea.

Team: Franco Zagari, Jean-Louis Fulcrand, Sudequipe, Transitec. Staff: Arianna Gennari, Fabio Manfredi, Vincenza del Marco, Domenico Avati

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