2008, BERGAMO, Sottopasso pedonale della stazione ferroviaria

per Comune di Bergamo, REALIZZATO

La mobilità dolce, a piedi e in bicicletta, è la nuova soglia di accessibilità della città, tema di grande attualità, che stabilisce spesso delle nuove scritture, veri e propri caratteri di nuovi paesaggi. Un nuovo approccio reinterpreta i contesti preesistenti integrando e sedimentando opportunamente infrastrutture prive di qualsiasi decoro urbano. A Bergamo il collegamento fra la Città bassa e la zona di via Gavazzeni,  superando la barriera della Ferrovia, è un’opera già prevista nel piano Astengo che si realizza dopo ben cinquanta anni di false partenze. La difficoltà maggiore consisteva nel superare un parco di binari molto ampio con problemi anche geo-idrologici complessi (presenza di una grande roggia sotterranea), mentre la grande utilità è rappresentata una accessibilità pedonale diretta fra quartieri con ospedali e scuole e il cuore della città e la stessa stazione, evitando un giro altrimenti molto lungo. L’intenzione del progetto è di rendere piacevole e non monotono un lungo corridoio sotterraneo. L’idea è di usare un rivestimento ceramico uniforme su pavimento, pareti e soffitto, con un disegno dinamico a più colori che si inseguono a grandi macchie sulle superfici, annullando la condizione oppressiva di percorrere uno spazio scatolare. Ugualmente i lumi a incasso sono sopra, sotto e sui lati del percorso con una disposizione fluida e random. L’opera ha avuto una buona accoglienza dal pubblico, diventando un piccolo cult (molti film spontanei si possono trovare su You Tube).

Team: Franco Zagari, Alessandro Villari Staff: Domenico Avati, Fausto Delfini, Maura Teiner, Giusi Pugliese, Luigi Fieno (per la Direzione lavori). Progetto strutturale di Mario Paolo Petrangeli

  

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