2002, TRIESTE, Riqualificazione delle Rive, lungomare del centro storico

per Comune di Trieste, CONCORSO, progetto vincitore

Le Rive riaffermano il proprio ruolo di immagine di sintesi della città, nella quale si fissano caratteri essenziali di identità e centralità. A questo sistema sono anche demandati la soluzione della viabilità  e della sosta. Le Rive diventano uno spazio pubblico di dimensioni del tutto eccezionali, che ristabilisce una relazione visiva e vivibile tra il tessuto storico e il mare. La pavimentazione è un tappeto nobile in pietra Aurisina di circa 10 ettari, più oltre un ettaro di gradonate sul mare. E’ disposta in campi regolari a correre, con passi diversi fra campo e campo, con un doppio orientamento.  La posa crea un effetto di tessitura che esalta ogni minima varietà di luce. La linea fra terra e mare è ridisegnata con un imponente ripascimento dal Molo Sartorio fino alla bocca del Canale di Ponterosso, per un chilometro, secondo un allineamento rettilineo ininterrotto, parallelo all’asse longitudinale del Borgo Giuseppino. L’affaccio sul mare è mediato con una discesa graduale, con gradonate di frequenza diversa, secondo una scansione musicale. Su questo margine il pubblico trova un luogo ideale di contemplazione e godimento della vita del porto: il movimento delle maree disegna una linea sempre diversa fra acqua e terra, che varia di ora in ora. La viabilità e, in particolare, le intersezioni con il Borgo Teresiano e il Borgo Giuseppino rispettano fedelmente il piano del traffico. Nella zona centrale la viabilità carrabile va in sottovia, ad eccezione di un traffico limitato, di sicurezza e di trasporto pubblico, che rimane in superficie. Un sottopasso a due vie indipendenti unisce la Riva 3 novembre e la Riva Nazario Sauro, per un tratto di circa 580 m. Nel tratto interrato è posto un parcheggio sotterraneo di tre piani (oltre 1.100 auto e 12 autobus). Nuovi sistemi di alberi sono disposti liberamente per gruppi omogenei, scegliendo essenze già acclimatate, resistenti alla bora e al mare, tamerici, pruni e sorbi. L’illuminazione pubblica adotta un sistema di nuovi lampioni di disegno originale (a coppie, alti 16 m, con interasse 50 m, luce bianca, vicina allo spettro solare), mantenendo i lampioni storici dove siano significativi, come sul Molo Audace.

Team: Franco Zagari, Maurizio Cagnoni, Tullio Novati, Luca Lanfranconi, Alessandro Villari, Claudia Clementini, Lorenza Bartolazzi. Staff: Giovanni Laganà, Domenico Avati, Fabio Manfredi, Donatella Cusmà

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