2013, MADRID, Puerta del Sol

per Comune di Madrid, CONCORSO

Il progetto osserva il più grande rispetto di quanto esiste, semplicemente appoggiando sul suolo un sistema di pedane, percorsi, una balaustra, il tutto concepito come un’opera in legno totalmente reversibile, senza fondazioni o scavi di alcun genere, senza cubature, né impianti fissi, costruita in moduli di legno semplicemente appoggiati sul suolo. Opacità e trasparenza nel cuore di Madrid, la piazza della Puerta del Sol è uno spazio nel quale tutta la città si rappresenta e si incontra, ma in modo asintotico, arriva e riparte, non si ferma un attimo, un cuore pulsante centripeto e centrifugo che si prolunga nel sottosuolo con tre linee metropolitane, anche loro pulsano come sistole e diastole. Oppure tutto al contrario, senza mediazione, la gente viene qui per fermarsi, ma a lungo, per l’evento della mezzanotte a Capodanno che si propaga negli schermi di tutto il mondo, o per passione politica, da ultimo il fenomeno degli Indignados, sembrava l’Angelo sterminatore, che nessuno potesse più andar via. Abbiamo allora disposto dei filtri emozionali, dispositivi di accoglienza, convivialità e comfort: un grande ombracolo, la cui forma ricorda un corallo, per creare degli spazi d’ombra  di scala intermedia dove potersi sedere e ritrovare un tempo di colloquio e di intimità, poi un serpente frattale di luce sul quale scorrono le news, ogni messaggio attraversa tutta la piazza in pochi minuti, poi ancora tre invernaderos – caffè, informazioni e discese – glutini di vetro dove ci accolgono campioni dal Giardino botanico, uno dei vanti di Madrid, poi ancora spazi d’acqua dinamici che estendono le fontane esistenti, due occhi altrimenti troppo statici, poi ancora una balaustra che sembra mossa dal vento che è di nuovo un gioco fra luce e ombra, e infine un prisma cavo di vetro all’interno del quale fluttua un uovo di marmo – un evento assoluto, ineffabile -, che buca il suolo permettendo da un punto della grande hall della metro di vedere la statua del Re e il campanile del Palazzo delle poste, i due fuochi carismatici della piazza. Per il resto non cambia nulla o quasi. Non sappiamo se sarebbe bene adottare tutti questi sistemi, o alcuni o uno soltanto: l’intenzione è di offrire un abaco di occasioni per spazi di convivialità e di dialogo, necessari per articolare meglio il tempo del pubblico, scandendo luce e movimento con ritmi amichevoli e accoglienti, in modo di favorire una migliore sintonia fra le antinomie binarie che sono il sale di questo luogo: sopra-sotto, esterno-interno, intimo-corale.

Team: Franco Zagari, Domenico Avati, Giorgio Skoff, Nicla Di Bisceglie, Elisabetta Tarricone. Staff: Luca Catalano, Endri Memaj, Lorenzo Cellini

 

Share Button

Related ProjectsYou might also be interested in these