2000, VENEZIA, “Piccolo Cosmo in quattro movimenti”

per IX Biennale di Architettura, Gaggiandre, INSTALLAZIONE E PERFORMANCE

Le Gaggiandre, darsene cinquecentesche attribuite a Jacopo Sansovino, sono uno dei luoghi più suggestivi dell’Arsenale. L’invito della Biennale a presentare in questo contesto straordinario una installazione è colto come un’occasione per mettere in scena quattro elementi primari la cui materia assume un valore rappresentativo di nuove forme primarie: Titanio, Travertino, Muschio, Pellicola rifrangente sono cosmotopi come nell’antichità fuoco, terra, aria, acqua. Ogni elemento è declinato in una stessa sequenza dinamica di sedici pezzi con geometria sempre uguale che la materia trasforma in quattro momenti fra loro seriali ma molto diversi. Fra i quattro “movimenti”, geometrie uguali e texture del tutto diverse – materia, grana, riflesso, colore – si stabiliscono simpatia e tensione, con effetti che variano durante le ore del giorno.
A cadenze regolari il pubblico è fotografato, come se fosse intervistato sulle sue interazioni: come attraversa, come si ferma, come si impadronisce dello spazio e come si smarrisce. Si produce allora una galleria di ritratti immediatamente disponibile, che cresce durante i due giorni. Il pubblico scopre pian piano di essere lui stesso la parte più importante dell’opera.
Le quattro sequenze sono disposte per linee parallele verso l’acqua, dal materiale più pesante al più leggero.
TRAVERTINO: blocchi di “Genesis”, la parte -rara- che si trova sulla sommità dei banchi, alti circa 15 centimetri, con una superficie rocciosa di forma arborescente lasciata naturale e tagliata a filo sega solo sui lati. Il più grande è di circa 1.80 X 0.52 X 0.15/20 m e pesa circa 1000 kg.
TITANIO: lamine sottili, grigio opaco piombo, spesse 1.5 mm , piegate come origami.
MUSCHIO: Parterre perfettamente piani, disposti sulla riva, alcuni leggermente a sbalzo sull’acqua. Il muschio ha un supporto in semplici tavole di legno, non visibili.
PELLICOLA RIFRANGENTE: lastre di poliujretano galleggianti sull’acqua rivestite di pellicola di tipo autostradale, in cinque colori, alternati fra loro. Il supporto galleggiante è di sughero o di polistirolo, necessità di ancorare sul fondo. La posizione è oltre il giardino Zen, dove la darsena si apre.

 

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