2002, MILANO, Parco Forlanini

per Comune di Milano, CONCORSO, progetto invitato

Un bordo di pioppi, la “Cornice”, è il confine dilatato e fluttuante del Parco, che delimita e protegge una grande pianura interna. Contiene una promenade anulare di oltre sette chilometri che ci orienta facilmente e ci porta in ogni parte del Parco. Si percorre a piedi o in bicicletta, con mezzi di servizio e sicurezza e un bus elettrico. Lungo tutto il percorso si svolge una collezione botanica di essenze lombarde. Incontriamo numerosi campi attrezzati per lo sport libero e delle “Cascine Verdi”, volumi archetipici fatti di vegetazione, vetro, legno e zinco che contengono le varie attività del Parco: accoglienza, esposizione, ristorazione, club, piccoli musei.

All’interno si apre un sistema di spazi prevalentemente agricolo e naturale, con molte preesistenze eterogenee, formato più da assenza che da presenza di segni. È un paesaggio in cui appaiono in maniera percettibile le preesistenze, gli orizzonti, la fusione tra elementi essenziali quali cielo e terra. Si propone di ridare un valore al vuoto come qualità, assimilando la diversità e l’eterogeneità in un sistema unitario, enfatizzando le connessioni con il sistema dei parchi della Cintura verde Est.

L’attuale incoerenza è accettata e trascritta su un pentagramma di chiarezza inaudita fra recupero e nuova scrittura.  Proponiamo un’opera di messa in valore delle valenze agricole ed idrologiche – la sua identità più profonda, in accordo con gli orientamenti generali previsti dal Parco Agricolo Sud di Milano – ma vogliamo instaurare un dialogo sottile tra il paesaggio così recuperato e una serie di nuovi elementi narrativi: giardini tematici nella forma di colline-osservatorio  (i Tumuli), quattro temi d’acqua (un Transetto per il nuoto di massa, gli argini del Lambro ridisegnati come un giardino lineare, Il Laghetto Salesina dilatato in un “Labirinto di ninfee”, le rogge riattivate dove possibile) e un laser, segno immateriale notturno, che attraversa l’area da Est a Ovest.  I segni cardinali del laser e del Transetto rivelano l’orientamento geografico e la dimensione del nuovo parco, percepibile da ogni osservatore, con velocità di movimento diverse: a piedi, in auto, in treno, in aereo.

Si accede dalla viabilità di perimetro e da due passanti Nord – Sud (via Cavriana e via Taverna, con tracciato corretto rispetto all’attuale), con un sistema diffuso di parcheggi. Nei punti di discontinuità fra Parco e città vengono aperti dei passaggi ciclopedonali con tunnel e passerelle:  a Cardinal Mezzofanti; con il Quartiere dell’Ortica; con il Quartiere Forlanini; lungo il Lambro, con il Parco Maserati e il Parco Monluè. Fra gli ingressi il più importante è quello di Cardinal Mezzofanti, che diventa una grande piazza pedonale attrezzata. Il prato dell’Acquabella si trasferisce a Sud della piazza, ad occupare un’area dismessa. Fra le attività speciali a scala della città si segnalano un grande Auditorium all’aperto per 50.000 persone, due vivai – mercato (Garden center, nell’enclave ferroviaria e in via Corelli ) e una Casa del Lago (Country club) su viale Forlanini.  Sistemi anti suono e di informazione urbana sono disposti lungo la ferrovia Milano-Genova e la Tangenziale Est. L’illuminazione riguarda in particolare accessi, promenade, cascine, temi d’acqua e attività speciali, con lampioni a luce bianca di disegno originale, di diverse altezze (4.5m, 9m, 16m), e di tanto in tanto, con cavi orizzontali luminosi (fibre ottiche), per estendere la luce sotto le fronde degli alberi.

Team: Franco Zagari, Ernesto D’alfonso, Jordi Bellmunt I Chiva, Alfredo Fernandez De La Reguera, Massimo Venturi Ferriolo, Roberto Ortolani, Maurizio Fiumano’, Angela Versace, Alessandro Villari, Lorenza Bartolazzi, Claudia Clementini. Staff: Agata Buscemi, Domenico Avati, Roberto Greco, Donatella Cusmà, Marco Cundari, Sante Currò, Donatella Cusmà.

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