1993, NIORT (Poitou-Charentes, Francia), Le Jardin de M. Hulot. Mon oncle abiterebbe qui

per ente Fiera di Niort, REALIZZATO, opera temporanea di giardini sperimentali

Un’occasione unica trovarsi accanto a Bernard Lassus, Philippe Gonidec Pollaouec, Simone Kroll a realizzare quattro diverse versioni di giardino domestico niortese per una fiera di sette giorni. Il mio giardino elegge come suo dominus mon oncle. Il personaggio di Jacques Tati è l’abitante immaginario della casa di Niort. Fuggito spaventato dalla freddezza del moderno cerca di ricostruire con i modesti mezzi rustici di un giardinetto di banlieu la sua serena rappresentazione di sogno e di potere: un arco trionfale di fiori introduce alla sua modesta casa facendone una reggia, quattro elementi primigeni misurano il cosmo –sono aiuole sui temi terra, acqua, fuoco, aria-, il prato è misura del tempo e subisce un progressivo cambiamento nello spazio di una settimana –che è l’arco di vita di questo giardino- virando il suo colore totalmente fra il verde e il blu, nel percorso in legno, come vetrine nel suolo, si incontrano “tracce”, camere ottiche che contengono minuscole tessere di puzzle legate ciascuna a un ricordo della sua personale storia dell’arte dei giardini: un graffito preistorico, Poussin, Klee.

 

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