2013, BAGHDAD, Al-garia’, un ponte sul fiume Tigri

per Ministero dei lavori pubblici e dei trasporti repubblica Iraq, CONCORSO

Questo progetto parte dalla consapevolezza del significato che questa grande opera pubblica di un nuovo ponte sul Tigri ha nella ricostruzione non solo fisica ma anche morale della città di Baghdad. È necessario che sia capito e assimilato nel progetto non solo l’aspetto funzionale ma anche l’alto valore simbolico di questo luogo, che è una delle aree di più antiche di Baghdad, ricca di permanenze storiche e di testimonianze archeologiche.

L’inserimento del ponte comporta degli effetti decisivi nel paesaggio urbano di Baghdad.

Così come da bando di gara, il progetto prevede due proposte alternative relative alla soluzione di due tipi diversi di ponte, che qui sono rappresentati per la loro visibilità:

  • ponte sospeso, che ha due lunghi prolungamenti sulle rive, ma con pile relativamente basse;
  • ponte strallato, che ha una sola pila centrale in acqua, è più corto ma considerevolmente più alto.

Entrambi i casi comportano lo stesso progetto di disegno urbano e di inserimento ambientale e paesaggistico, naturalmente con un diverso impatto visivo, perché il primo è molto più lungo, mentre il secondo è molto più alto, e per il resto con poche differenze di dettaglio.

Il progetto prevede attività e flussi per una riqualificazione complessiva del distretto su due temi principali, il grande Boulevard e l’Aghdahali Park. Il grande Boulevard è una autostrada canalizzata, ma è concepita in rilevato sul piano di campagna, in modo di essere sottopassabile, sui lati le scarpate sono molto ampie, circa 5 metri su ogni lato, si configurano come due vere e proprie PROMENADE, con rampe molto dolci che sono scandite da siepi, filari, gruppi di alberi, che la integrano nella vita della città non come una frattura, ma come un principio di urbanizzazione. L’Aghdali Park prevede tre parti principali, ognuna con un suo carattere ben definito: 1. il lungofiume, spazio pubblico pregiato che digrada sul fiume con scalinate, con episodi importanti come un museo e un osservatorio; 2. un parco didattico, formato da portici, patii, giardini e piccoli chioschi, dove si svolgono attività ricreative e formative; 3. un parco agricolo che conserva un patrimonio culturale di grande valore, ai cui margini sono disposti un cinema e altri servizi legati alla vita del quartiere. Il museo è un edificio a cluster, padiglioni e patii, che si presenta come una penisola  sul lungofiume. È una attività che raccoglierà tutte le informazioni sulla storia e sulla cronaca urbanistica della città, insieme agli eventuali ritrovamenti archeologici durante i lavori di costruzione del ponte. L’osservatorio è un punto di incontro dal quale si gode una vista incomparabile del ponte e delle rive. È un edificio a tronco di cono, con una struttura che permette alla luce di entrare filtrata come da un mucharabi, con un caffè-ristorante e una terrazza circolare accessibile dal museo e dal lungofiume, e un osservatorio aereo raggiungibile con due rampe di scale a spirale.

Franco Zagari, Team Engeneering spa, Mario Petrangeli E Associati Srl, SGI. Staff: Domenico Avati, Endri Memaj, Federica Perissi, Guillermo Carrillo Ajala, Guillermo Carrillo Ajala, Chiara Gemmiti

 

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