1988, CATANZARO, Piano di Recupero del Complesso monumentale del San Giovanni


per Comune di Catanzaro, NON REALIZZATO

Il Complesso monumentale del S. Giovanni, nella sua articolazione e diversa funzionalità, ha sempre costituito “l’immagine forte”, il riferimento preciso dell’antica Catanzaro. Cittadella prima, quale castello sede del potere normanno, successivamente riutilizzato e fortificato, sino all’assedio francese del 1528 quando, almeno come struttura difensiva, inizia la sua decadenza; luogo di culto e di ospitalità poi, attorno all’antica preesistenza della chiesa di S. Giovanni di Dio (presenza questa rafforzata infine dalla costruzione del convento dei Teresiani nel 1635). Espressione comunque e sempre, dei momenti di maggiore splendore della città. La decadenza di questa “emergenza” (sia a livello figurativo che di contenuti), e con essa quella della stessa Catanzaro, di cui pur restava espressione visibile, inizia con l’arrivo delle truppe francesi, nei primi anni del 1800. Prima divenne alloggiamento militare, ed anche per la prima volta carcere, ed in seguito, dopo la parentesi della restaurazione borbonica, definitivamente un istituto di pena con l’Unità d’Italia. La finalità generale del Piano è stata quella di restaurare il S. Giovanni, adottando le tecniche e i principi più scrupolosi, e di restituire al contempo il Complesso al ruolo primario di grande attrezzatura pubblica che ha sempre svolto nella storia della città. Si è ritenuto che nel tempo presente questa continuità di funzione e di significato debba necessariamente esprimersi in un moderno centro culturale, cioè un complesso espositivo permanente e temporaneo, una attrezzatura per incontri e convegni e, allo stesso tempo, un centro anche di elaborazione e di produzione scientifica. Da qui la scelta di due istituzioni distinte ma strettamente interrelate, un Museo e una Biblioteca. Il progetto di Piano di Recupero si propone, innanzitutto, il fine primario di ricostruire, sia a livello figurativo, che di contenuti, la qualità complessiva che l’insieme degli organismi architettonici del complesso del S. Giovanni hanno sempre manifestato rispetto alla città. Si è voluto, in tal modo, riproporre sia il ruolo di “monumento” complessivo, che quello di struttura funzionale, realmente operante, nei confronti della città e del territorio.

Gianfranco Cimbolli Spagnesi, Franco Zagari

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