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di Michelangelo Pugliese. MATTEOTTI, NUOVE VISIONI DI BELLEZZA E DI MISTERO

“La piazza meno manutenuta al mondo” dice Zagari ma, aggiungo, anche una piazza forte, che ha subìto il tempo con durezza e humour. Di piazza Matteotti conosco i tagli della pietra, i suoi mosaici, l’alternanza delle superfici e i loro riflessi, il controllo del disegno e la sua costruzione, i flussi, la gente, il vociare delle scolaresche la mattina, come quelle in tarda sera, la discussa Scaletta sulla quale a gara si occupavano i posti più in alto, l’accesso dal Tribunale con i suoi gradini “galleggianti”. La ricca e complessa grafia bicroma in nero assoluto d’Africa a strisce lucide e fiammate, e inserti in travertino bianco, uno spazio ottico cinetico definisce una passeggiata che sembra l’opera di un ebanista. Cadenze, movimenti e pause si susseguono come con una sequenza musicale. Spazialità instabili e mai ripetute richiamano e ricompongono l’intorno attraverso un forte timbro creando un carattere originale dove si alternano diversi temi nei quali la bellezza si dichiara mantenendo sempre dei margini di mistero, sensazione sulla quale mi sono interrogato spesso. Nel 1992 ero studente al primo anno di Architettura e quell’urlo mi ha trapassato. Piazza Matteotti ha rappresentato per la mia generazione di architetti del paesaggio che si andava formando un momento di crisi e di dibattito, che ci ha rivelato però che nuove visioni ed invenzioni contemporanee in Calabria potessero essere possibili. Il racconto era stratificato, denso, polemico, in maniera talmente sofisticata, difficile, dirompente che ne rivelava come l’esistenza di un’anima ineffabile parallela, accanto alle funzioni dello spazio celebrativo e conviviale.

Ero solito frequentare case di studenti più grandi di me e un giorno disegnando a casa di uno di loro, chiesi: “Senti Domenico: ma tu sai per caso chi sia l’autore di piazza Matteotti a Catanzaro? “Si” disse, “l’ha fatta l’architetto Franco Zagari … molto bella! Credo si tratti del tecnico del Comune”. “Ah, Però”, sorrisi, “La Calabria ha dunque un gran futuro!” Franco Zagari divenne per me un enigma da conoscere, indagare, studiare, capire. Una collezione di ritagli di articoli, fotocopie e progetti, che di volta in volta archiviavo, mi segue ancora oggi. Successivamente sono stati conferenze, viaggi, dottorato, didattica, ricerche, progetti, giardini ed altre avventure a legarci per molti anni. Un percorso inimmaginabile si è svelato nel tempo. A più di vent’anni di distanza (Agosto 2014), mi ritrovo a Roma nel suo studio e mentre disegno mi giro con la stessa curiosità di due decenni prima per chiedere nuovamente consigli a Domenico, impegnato sui file della riqualificazione ed ampliamento di Piazza Matteotti. Di là Zagari chiede inutilmente conto di quei suoi “disegni bellissimi” capolavori che Domenico disegna con tale quantità e frequenza che spesso li dimentica e li perde.

Mi capita spesso di incontrare conoscenti comuni, ex studenti, che mi chiedono: “E Zagari? … Come sta Zagari? ” Io li guardo e dico sempre la stessa cosa: “ Tranquillo, è sempre lì e sempre sul pezzo, e non ci dimentica”.

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SERGIO ABRAMO, UNA PIAZZA STRATEGICA, UNO SPAZIO DA VIVERE

La riqualificazione di piazza Matteotti, uno dei luoghi strategici della città Capoluogo della Regione Calabria, è sicuramente una tappa fondamentale della più complessiva strategia di recupero e valorizzazione del centro storico di Catanzaro. Piazza-giardino, piazza-museo all’aperto, piazza carica di messaggi civili e culturali: si tratta di un’opera moderna complessa, di non facile lettura, ma che sicu­ramente si colloca tra le realizzazioni più ambiziose che si sono avute in Italia negli ultimi anni. Merito del suo progettista, Franco Zagari, e della sua magnifica équipe che hanno saputo pensare ad uno spazio non tradizionale, organizzato in una serie di “episodi” che rendono la piazza un libro aperto da leggere e da scoprire: il giardino storico, il giardino dei ciliegi, piazza Rotella, la fontana in vetro che ha sostituto la scala, la piazzetta del Cavatore, le “rivoluzionarie” sedie multicolorate. Siamo sicuri che questa piazza, autentica testa di ponte del centro storico, entrerà progressivamente nel cuore dei cittadini che impareranno a conoscerla, a ri­conoscerla e ad amarla.

GIUSEPPE MACRI’, MATTEOTTI, LUOGO DI CREATIVITA’ E ASCOLTO

Ho simpatia per questo progetto di piazza Matteotti, perché rappresenta bene non solo la creatività degli autori, ma anche la loro capacità di ascolto, infatti a questa opera molti di noi sentono di avere se pur indirettamente contribuito, nello spirito certamente ma anche in tante soluzioni puntuali, con quanto espresso in occasioni pubbliche di presentazione cui abbiamo partecipato e in tanti colloqui, sempre interessanti e fruttuosi. In un momento in cui le dinamiche sociali privilegiano la creazione dei cosiddetti “non luoghi”, ovvero spazi privi di identità, Franco Zagari e il suo gruppo così ben affiatato ripropongono luoghi di relazione di  forte connotazione sociale e culturale che fondano le loro ragioni negli interessi della comunità a cui sono rivolti. Il mio augurio è che quest’opera sia curata e mantenuta dalla città con lo stesso amore e la stessa fatica con cui è stata realizzata.

MARIO PISANI, PIAZZA MATTEOTTI, AMARLA COME SI AMA UNA PERSONA CARA

E’ particolarmente importante la realizzazione di una piazza perché si tratta di una sorta di ritorno alle origini, quando i nostri progenitori scoprirono quel posto polveroso e libero dove si scambiavano, per dirlo con Galasso, “le merci e le parole”. Come nell’Agorà greca, anche oggi, dalla Cina all’Egitto, alla Turchia chi chiede democrazia lo fa recandosi in piazza. Per un progettista fare una piazza è un atto particolarmente intenso perché tocca l’intera comunità che si riconosce in esso e qui a Catanzaro si possono leggere tutti i presupposti perché ciò avvenga. Piazza Matteotti è un’opera d’arte totale che ci parla del nostro tempo, della storia di Catanzaro città d’acqua, dove è forte la presenza delle opere d’arte ma anche della cultura attraverso segni indelebili, la fontana di vetro ci rammenta il passato con i pozzi e i percorsi d’acqua sotterranei. Partendo dalla memoria di Guerrisi, di Rito, di Mimmo Rotella, dalle citazioni di Montù e di Vasarely , di Terragni e Le Corbusier ma anche dalll’opera dei giovani dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro che hanno a loro volta chiamato in campo Purini, Franco Zagari è riuscito a realizzare un’opera del tutto originale, che è insieme locale e globale. Spetta ai cittadini più sensibili di Catanzaro prendersene cura, rispettarla, amarla come si ama una persona cara

GIOVANNI LAGANÀ,  AL CENTRO DELLA SCENA

Uno dei caratteri più forti e più incisivi di Piazza Matteotti è sicuramente la forza del suo disegno, una trama minerale che è come un dispositivo strategico che crea una qualità di nuova centralità nel cuore di Catanzaro. E’ un grande “ricamo” progettato per coinvolgere e porre al centro della scena l’“uomo urbano”, perennemente connesso, distratto e affetto dalla sindrome dello sguardo basso (Michele Serra) che non riesce più a soffermarsi e pensare, entrare nei significati, a lasciarsi attraversare dalle emozioni. Un’urbanità materiale quindi, che si presta, come un grande spettro emozionale, a esprimere significati etici, estetici e funzionali. In Piazza Matteotti esistono tante storie “a livello zero” visibili attraverso numerosi pattern e incisioni: una superficie di circa un ettaro di spazio aperto flessibile e disponibile a molteplici usi, anche imprevedibili, propone a chi giornalmente la attraversa uno stimolo che è sempre nuovo. La riscrittura contemporanea di questo spazio ha permesso di estendere le aree pedonali stabilendo un nuovo flusso trasversale dalla Fontana alla piazza Rotella, e una preziosa penisola davanti al Cavatore.

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FOTO: Giorgio Skoff

In alto: i conferenzieri presso la Sala del Consiglio Comunale di Catanzaro (da destra: Sergio DRAGONE, Sergio ABRAMO, Ferdinando GABELLINI, Giovanni LAGANA’, Paolo MALARA, Mario PISANI, Novella Beatrice CAPPELLETTI, Franco ZAGARI );

In basso: saluti tra il Sindaco di Catanzaro Sergio ABRAMO e Novella Beatrice CAPPELLETTI, direttrice della rivista di TOPSCAPE-PAYSAGE

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RAINEWS

INCONTRO CON FRANCO ZAGARI, PER “RIPENSARE IL TERRITORIO”, 

Prosegue il nostro cammino fra i paesaggi passati, presenti e futuri. Con uno sguardo su ciò che è stato il paesaggio dell’Expo di Milano e su quello che sarà. Attraversando territori devastati e nuove soluzioni di rigenerazione urbana, rurale, naturale.

di Laura Mandolesi Ferrini, per Rai News

PARCO_DELLA_PACEA Vicenza il progetto chiude le aspre polemiche antimilitariste: ci sarà anche il “Giardino di John Cage”

Articolo pubblicato sul ArtribuneIl Messaggero

27 novembre 2015– Valentina Silvestrini

LOCANDINA-CZPalazzo De Nobili a Catanzaro
Sala del Consiglio Comunale
11 dicembre 2015, ore 16,30

INVITO ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO

FRANCO ZAGARI
DANZANDO CON GROPIUS
PIAZZA MATTEOTTI A CATANZARO
LIBRÌA, MELFI 2015

e di

TOPSCAPE PAYSAGE n.21/2015
Rivista internazionale di Paesaggio