Intervento Festival delle Città Impresa
Il Nord Est può assumere il volto di una grande città matura?
di Franco ZAGARI
Appunti di anteprima per il Festival di Città Impresa
Vittorio Veneto, 24 aprile 2010, ore 11.00
Il Nordest può divenire una grande città matura? Meglio una buona città media europea, bella ma soprattutto interessante. Vediamo perché.
1) Il miracolo economico del Nordest è costato molto caro in termini di ambiente e di paesaggio, che oggi vanno riscritti, conditio sine qua non per un qualsiasi nuovo modello di sviluppo. Il problema è di saldare nei suoi caratteri un anello fertile fra tradizione e visione di futuro. Il paesaggio di qualità è potenzialmente un laboratorio sociale e economico molto produttivo; nella misura in cui la gente ne è consapevole e responsabile può essere il motore di un progetto culturale ambizioso e perfino istituzionale (si potrebbe dare ad esempio a una federazione di piccole città lo statuto di una città media europea, più competitiva).
2) La cultura ci fa ricchi? Certamente questa terra può dare lezioni a chiunque di buon gusto diffuso, di bellezza naturale e di prezioso patrimonio storico, di ricettività raffinata; ma ci sono dei limiti oltre i quali il mercato si satura. Il problema è allora di captare un pubblico di qualità su una frequenza più lunga, proporsi come una intercittà dove trovare una vita impegnata, sobria e piacevole. Gli Intellettuali padri di questa terra non sono mai stati qui più che profeti in patria. Ascoltiamoli, sapendo che tale opera comincia dal paesaggio e dall’ambiente, dal ristabilire dei caratteri di qualità e equilibrio nel territorio. Ma a supporto di cosa? Di quali nuove attività? Il fine è nei mezzi, ed infatti le soluzioni sono già in buona parte proprio nel costruire un supporto di qualità per un nuovo modello di sviluppo che non tarderà a delinearsi.
3) Ci vogliono fantasia e idee semplici su una riconversione dei sistemi a canoni di sostenibilità. A volte le idee sono semplici: una normativa precoce e ferrea di lotta alle barriere architettoniche segnò la fortuna di Berkeley, che diventò in seguito una delle migliori università del mondo. Città perdute come Curitiba e Bogotà sono diventate casi studiati per idee originali sul trasporto pubblico e sulla mobilità dolce. Un buon layout apre la strada a nicchie indotte imprevedibili. Clima, energia pulita, qualità dei servizi, efficienza amministrativa, ma anche nuove centralità originali. Una meravigliosa università aperta diffusa nel territorio, ad esempio, in controtendenza all’idea dominante di concentrare le università, dove si alternano antiche biblioteche e avveniristiche piattaforme informatiche.
4) Città Impresa? Si, nella misura in cui la comunità occupi saldamente il centro della scena. Se dovessi lavorare su questo tema proporrei di privilegiare sistemi che oggi sembrano un po’ fuori moda:
- Nuova centralità, qualcosa che c’è qui e solo qui, nuovi principi di orientamento per rimettere in tensione i paesaggi del rifiuto;
- Recupero delle ragioni dell’agricoltura saldandola a nuove forme virtuose di turismo;
- Scommessa sulla mobilità dolce;
- Ripartire dall’acqua, sistema dominante e diffuso in questa Regione, come angolo critico attraverso il quale rivedere il territorio;
- Progetti fantasiosi di grande visibilità, come la proposta di creare dieci nuovi ponti sul Piave, non per ragioni di traffico ma per indurre nuova vita sul fiume.
Intanto Aristotele, Conan Doyle e Archimede ci propongono tre argomenti di riflessione.
Il primo lega qualsiasi atto alla Polis: ogni progetto solido deve riscrivere un patto di cittadinanza. Il secondo sacrifica qualsiasi conoscenza alla soddisfazione della sua straordinaria intuizione: meno analisi e più rischio sperimentale. Il terzo sa come fare per produrre il massimo effetto con il minimo sforzo: bisogna agire in omeopatia, su piccole parti e dettagli, il campo aperto è perdente.
Sabato 24 aprile, ore 11.00,
Auditorium Complesso Dante Alighieri,
via Tommaseo 10
GRANDI SFIDE A NORD EST
Il Nordest può assumere il volto di una grande città matura?
Saluti:
Giancarlo Scottà, europarlamentare
Interventi:
Aldo Bonomi, direttore A.A.STER
Aldo Cibic, architetto e designer
Gian Antonio Stella, giornalista de Il Corriere
della Sera
Andrea Tomat, presidente Confindustria Veneto
Franco Zagari, architetto paesaggista e docente
all’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria
Conduce:
Francesco Jori, Gruppo Espresso
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