SAINT-DENIS (Parigi), Giardino de l'Ancien Hôtel Dieu, 2007
A te, San Dionigi, questa opera


Per Plaine Commune.
Franco Zagari, Jean-Louis Fulcrand, Sudequipe (Studio di ingegneria: Faouzi Doukh).
Alessandro Villari ha affiancato Franco Zagari nello studio di Roma fino al 2005.
Domenico Avati ha coordinato l’elaborazione dei progetti in ogni fase.
Responsabili del procedimento: David Ivernel e Thomas Naour.
Impresa Colas; opere in metallo di Patrik Dubarry; illuminazione pubblica Thylia di Schréder.
Il giardino dell’Ancien Hôtel-Dieu (Festival di Saint-Denis) è una piazza giardino, luogo di accoglienza e di avvenimenti culturali. Il nome del luogo si deve a un antico ospedale. Lungo il fronte ovest la piazza è costeggiata da quella che era una delle più antiche vie della città, la via dei Re che legava la Basilica a Parigi (poi Cordonnerie, infine Boulangerie). E’ uno square molto caro agli abitanti, con vaste aiuole alberate dai bordi in legno, che risale agli anni Settanta, sorto al posto di un isolato demolito per la sciagurata e tardiva politica del diradamento dei centri storici. Sul lato est vi è un importante complesso monumentale, la Legione d’Onore, istituzione che Napoleone volle qui per segnare con una sua opera uno dei luoghi di maggior culto della Francia. La scelta di ridefinire a fondo questo spazio nasce dal desiderio di aprire il giardino per accogliere in profondità i parterre dei caffè e i ristoranti della Boulangerie, e mantenere allo stesso tempo gli alberi esistenti e potenziarli estendendo il giardino a ovest (ciliegi da fiore).
La pavimentazione è tutta in suolo stabilizzato, come gran parte dei giardini storici francesi. La forma delle aiuole è organica, con un pattern a foglie che ricorda molto un “mobile” di Calder. La fluidità delle forme, la convessità e concavità delle curve, permettono un gioco di alternanza di spazi più e meno dilatati, dando al pubblico la scelta fra diverse opportunità di accoglienza. Le aiuole rispettano le quote sempre diverse del piede degli alberi. I bordi sono in lamiera di acciaio zincata e dipinta di rosso carminio. Alcune sedute, sempre in acciaio, si offrono sui bordi più alti, mentre il resto dell’arredo, una fontanella, panchine, è quello più tradizionale della città di Parigi. La base della croce votiva de la Briche, in pietra scolpita, e delle paline di informazione storica, già esistenti, sono mantenute. Su uno dei bordi abbiamo inciso una dedica del monaco Airardo a San Dionigi (V. Epigrafe).
ENTRA