PORTO SANT'ELPIDIO (Macerata), Lungomare Faleria, 2002
Movimento lungo una linea


Con Daniele Rosettani, Alessandro Villari, Claudia Clementini, Lorenza Bartolazzi. Rilievi di Pierluigi Malvatani, Impianti Studio tecnico Carlo Gelsomini GM&A. Impresa DM Costruzioni Generali.
Il progetto riguarda il lungomare sud della città, dal Campo Serafini a via Ferrara, per quasi due chilometri e mezzo: una linea di pavimentazione nobile scandita da acqua, ombra e luce.
La passeggiata, di larghezza costante di circa 4 metri, è realizzata con un disegno cinetico e variabile che accompagna e esalta il movimento dei passanti, una dinamica di figure a trapezio di vari colori su un fondo uniforme bianco. Sono doghe strette di travertino, ruvide e lisce, con inserti in resina colorata. Lungo il percorso vi sono piazzole di sosta in legno con sedute, fontanelle e ombracoli in corrispondenza dei tratti di spiaggia libera. Gli ombracoli sono anche essi trapezi, appesi e appena mobili con il vento, la cui ombra gioca in controcanto con quelli del suolo. Un sistema originale di lampioni, dotati di aureole rifrangenti, scandisce lo spazio come un colonnato. E' stata curata una completa riorganizzazione dei sottoservizi e l'applicazione delle normative per disabili, non vedenti, attraversamenti, superfici antisdrucciolo. E' anche previsto un piccolo mercato del pesce articolato in otto padiglioni, che permette con moderne condizioni di igiene di mantenere in loco l'attività attuale di vendita al dettaglio sulla spiaggia.
La linea del percorso, lunghissima, scandisce il movimento delle persone con avvenimenti che si ripetono o variano, con frequenze sempre diverse: si succedono piantate di washingtonie, mentre il disegno della pavimentazione è ora compresso ora dilatato, variando la densità dei trapezi e alternandosi i colori. Così pure varia il colore dei trapezi degli ombracoli e quello delle aureole dei lampioni.

L'illuminazione adotta un sistema di lampioni di nostro disegno, prodotto dalla Neri (cod. 9103.000). I pali sono coni alti 9 metri, fortemente rastremati verso l'alto (da 36 cm alla base a 13 in sommità, 32 facce), in acciaio, di colore argento, con finitura opaco ruvida. Il corpo illuminante, assolutamente normale, è schermato verso il basso da un'"aureola", un piano orizzontale traforato in corrispondenza dell'ottica rivestito da una pellicola rifrangente 3M (110 X 77 cm). L'effetto prodotto dalla pellicola è di "smaterializzazione" del corpo illuminante. Di notte questo effetto è accresciuto da uno specchietto posto quasi in sommità del palo. Le pellicole sono in cinque colori: giallo, giallo-verde, bianco, arancio, rosso. Lo stesso tipo di lampioni è adottato a Montegrotto e a Cisterna (v.)

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