CISTERNA DI LATINA, le piazze centrali, 1997-2002
Tre luoghi di vita e di rappresentazione


Piazza Amedeo di Savoia (con Enrico Giammatteo, Claudia Clementini. Impresa Salvini, Roma), 1997
Piazza Aurelio Saffi (con Enrico Giammatteo, Claudia Clementini. Impresa Salvini, Roma), 2000
Piazza XIX Marzo (con Enrico Giammatteo, Claudia Clementini. Restauro della Fontana Biondi di Tancredi Carunchio. Impresa Laudiero, Napoli), 2002

Sono tre piazze fra loro comunicanti, al centro della città, tre momenti psicologici molto diversi.

Amedeo di Savoia, commemorativa dei caduti, era tagliata a metà da un immenso monumento. Ne abbiamo conservata solo la stele, unificando lo spazio. La piazza diventa, nella migliore tradizione italiana, un luogo concepito per infinite possibilità di incontro, dal teatro alle più varie manifestazioni, al passeggio. La parte centrale è un tappeto a ponte di nave in doghe di travertino, attraversato da uno shangai di fasce in legno (mal mantenute, sono state in seguito trasformate in travertino: peccato, camminando era bellissima la variazione tattile del passo e del suono). In fondo vi è una grande scalinata, come la cavea di un teatro, dove salire e guardare dall'alto, seduti all'ombra di una pergola. Le sedute sono di disegno originale, in sette colori diversi. L'illuminazione è a luce indiretta, 14 stele che sorreggono ciascuna due schermi bianchi illuminati da una coppia di lampade contrapposte ioduri e sodio.

Saffi è uno square-giardino in cornice al vecchio Municipio. Grandi superfici a prato, una passeggiata con sedute e una "nuvola" di sughere, ginkgo e cercis, sono i pochi elementi di uno spazio ritmato da un pentagramma a righe parallele di travertino e granito. Anche qui un monumento caro ai Cisternesi, la Madonna dell'Immacolata, che viene smontata da una brutta stele e levitata su una colonna topiaria di gelsomino.

XIX Marzo è la piazza più importante, con il Palazzo Caetani, la Chiesa di S. Maria Assunta e il nuovo Municipio. Nasce come la città, come stazione di posta sull'Appia (Cisterna), poi dal Seicento è spazio di mercato e di fiera, all'inizio del secolo scorso prende il suo carattere definitivo di piazza-giardino su disegno di Ernesto Biondi, con al centro un'elegante "villa" ovoidale con cedri maestosi, che culmina in una fontana in rocaille. Il progetto riguarda pochi segni essenziali: il restauro della villa, un immenso spazio pedonale in sampietrini di basalto con nuovi lampioni posti su due serie di barre di travertino, cornici di granito sul perimetro. Pochi nuovi episodi: due gruppi di sedici "testimoni" cippi di roccia di travertino (la qualità che si trova alla sommità del banco, che si chiama Genesis), per sedersi e parlare, e un nuovo sagrato più ampio.

© Paola Ghirotti
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